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GIUSEPPE GIACOSA: dai castelli canavesani al sogno americano

(Germana Peritore)


Che cosa hanno in comune Giacosa, Verga, Sciascia e Camilleri? Nel 1884 Verga diede alle scene Cavalleria rusticana, dramma scarno e “arrischiatissimo”, immune da formule consolatorie, che si rivelò determinante nel percorso della scrittura giacosiana. L’amicizia con lo scrittore siciliano offrì argomenti e impulsi alla ricerca del vero che maturava nella drammaturgia dell’autore canavesano. Ma mentre Verga fotografava un mondo siciliano lontano, sopravvissuto, Giacosa percorre in maniera personale la strada del realismo, mantenendo i temi a lui cari e costanti: l’amore, la famiglia, la società. Il tutto nel rifiuto di facili moralismi. Altrettanto determinante si rivelò l’esperienza verghiana quando Giacosa scrisse le Novelle dove l’adesione al vero rappresenta lo scopo principale dell’opera. Storia diversa quella che accosta il nome Giacosa a quello di Sciascia: le vicende del magistrato Guido Giacosa, padre del poeta, inviato in Sicilia nei primi anni post unitari, per indagare su strani ricorrenti delitti di cui non si coglieva o non si voleva cogliere il filo conduttore, fecero intuire a Sciascia una vicenda di “strategia della tensione” ante litteram e, grazie ai documenti messi a disposizione da Nina Ruffini, pronipote di Giacosa, lo scrittore siciliano poté realizzare “I Pugnalatori” per l’editore Einaudi. E infine Andrea Camilleri, al quale il mondo giacosiano della librettistica offre lo spunto, attraverso un’aria famosissima di Madama Butterfly, per un romanzo. Come dire che i versi scritti per Puccini sono ormai entrati nell’immaginario collettivo e possono generare nuove scritture. Ma il legame con i Siciliani continua perché, da ultima, ci sono anch’io, autrice di questo saggio, pubblicato nel 2006 e attualmente in fase di riedizione. Anch’io siciliana, che da bambina ascoltava musica di Puccini e leggeva i libretti di Giacosa, per la trilogia “immortale”. E ancora oggi non dimentico quel teatro televisivo che mi fece conoscere Come le foglie e persino la poco nota versione cinematografica americana con Rock Hudson. Ma tutto questo è frutto di coincidenze o esiste qualcosa di più sottile e impalpabile che genera collegamenti suggestivi tra Piemonte e Sicilia? Mi piace pensare al Piemonte come ad un’isola che va inevitabilmente alla ricerca del suo Mediterraneo.


Germana Peritore, maggio 2016

 

Grafica: http://www.insideout.it


 

ISBN 9788897613-40-4

 

GIUSEPPE GIACOSA, dai castelli canavesani al sogno americano

 

Prezzo di copertina €15,00

(Italy only)

 

 
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